«Here Comes Miss Modern»

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Tag - Lavoro femminile

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Thursday, December 4 2008

La womennomics e il modello Lego

Interessante articolo di Ileana Montini, che analizza il conflitto tra produttivismo ed esigenze patriarcali. Sembra che in Italia l'economia politica patriarcale riesca addirittura ad avere la meglio sul capitalismo:

In Italia lavora il 46 % delle donne di cui una buona parte nella scuola e mentre negli altri Paesi dell’Europa l’occupazione aumenta al crescere dell’età dei figli, in Italia diminuisce. Soltanto il 30% di donne riprende a lavorare dopo aver avuto un figlio; fenomeno più diffuso nel Sud e tra le donne con livelli d’istruzione bassa.

Quando una donna entra nel mercato del lavoro ufficiale, il suo lavoro entra nel PIL, perché la retribuzione sarà una delle grandezze conteggiate dalle statistiche. In Svezia e Danimarca i tassi di occupazione femminile si sono quasi allineati a quelli maschili e il contributo in termini di PIL è stato più importante dell’aumento degli investimenti in capitale o della produttività. È curioso che i nostri politici preoccupati dell’andamento critico –recessivo- dell’economia italiana, non facciano mai riferimento all’occupazione femminile in termini di crescita economica.

Leggi l'intero articolo su womenews.

Vedi anche il post Conciliare lavoro e famiglia.

Friday, November 21 2008

«Donne (e) animali: un nuovo percorso di lotta»

Pubblicato il mio articolo di presentazione di donnEanimali su «Il Paese delle donne on line»!

«Donne (e) animali: un nuovo percorso di lotta» di Agnese Pignataro

Un anno fa, in occasione della manifestazione nazionale delle donne contro la violenza maschile, alcune/i militanti contro lo sfruttamento animale cominciarono ad interrogarsi sull’intersezione tra discriminazione di genere e discriminazione di specie.

Nacque così il collettivo donnEanimali.

L’argomento è poco esplorato in Italia, ed alcuni lo troveranno forse marginale. Eppure, la voce e l’esperienza delle donne - già più numerose degli uomini nella scelta vegetariana, nella cura concreta degli animali e nella militanza politica in loro favore – costituiscono un apporto fondamentale alla lotta per la liberazione animale...

Continua a leggere su womenews.

Wednesday, November 12 2008

Revocata perché non in linea col governo

Mentre i riflettori sono puntati sugli States e sull'infelice umorismo di casa nostra, il governo ha pensato bene di approfittarne per mandare a casa la Consigliera Nazionale di Parità. La colpa di Fausta Guarriello, professore ordinario di diritto del lavoro presso la Facoltà di Economia dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, è di aver espresso preoccupazione in merito agli effetti discriminatori di alcuni decreti governativi emanati nel giugno scorso.

In particolare, in una nota del 23 luglio 2008, Guarriello notava che la detassazione degli straordinari prevista da tali provvedimenti accresce la disparità salariale tra uomini e donne, vista la minore disponibilità di tempo delle donne, dovuta ad un maggiore carico di responsabilità domestiche rispetto agli uomini.

Inoltre, Guarriello sottolineava la gravità dell'abrogazione della legge n. 188 del 17 ottobre 2007, a soli tre mesi dalla sua entrata in vigore. Tale legge, regolando la redazione della lettera di dimissioni attraverso moduli identificabili tramite codice alfanumerico e data di emissione, impediva l'uso discrezionale delle vecchie lettere di dimissioni firmate in bianco, che il datore di lavoro spesso e volentieri utilizzava per allontanare il lavoratore nel momento in cui questi si trovava a chiedere un congedo pagato: pratica, inutile dirlo, particolarmente discriminatoria nei confronti delle donne, che potevano facilmente essere costrette alle dimissioni in caso di maternità.

Queste prese di posizione non sono piaciute. Con un decreto del 4 novembre scorso, il ministro Sacconi, di concerto con Carfagna, ha revocato la nomina alla Consigliera per «mancanza di sintonia con gli indirizzi politici del governo», accusando Guarriello - ricordiamolo, professore ordinario di diritto del lavoro! - di «pregiudizio» nei confronti delle linee di azione perseguite dal governo.

Ma questi signori, sugli argomenti di fondo sollevati da Guariello, cosa hanno da dire? Quali sono le loro risposte? Come giustificano i loro «indirizzi politici»?

Vedi anche:

  • «Revocata la Consigliera Nazionale di Parità» su kila.it

Wednesday, October 15 2008

Donne al lavoro (1900-1950)

Donne al lavoro

È in corso a Brescia (Palazzo Martinengo) la mostra «Donne al lavoro (1900-1950)». Curata dallo storico Roberto Chiarini, l'esposizione illustra l'ingresso delle donne italiane nel mondo del lavoro (salariato), in seguito alla crescente industrializzazione e soprattutto in sostituzione della manodopera maschile durante le guerre mondiali.

Vedi anche:

Tuesday, September 16 2008

Conciliare lavoro e famiglia

Workwom.jpg

L'ISTAT ha pubblicato uno studio dell'impatto del lavoro sull'organizzazione del tempo delle donne; il testo si può scaricare qui.

Secondo questa indagine, la divisione del lavoro familiare in base al genere è ancora molto rigida: le donne sono ancora tenute ad assumersi l'intera responsabilità del lavoro domestico e della cura dei figli. Ne consegue che per le donne, e solo per le donne, l'attività lavorativa è duplice: quella ufficiale (= riconosciuta e pagata) e quella ufficiosa ( = non riconosciuta e non pagata perché... «naturale»).

La vita delle donne diventa così un'acrobazia perenne, in risposta alle pretese congiunte del capitalismo e del maschilismo. Quest'ultimo, non volendo rinunciare ai suoi privilegi, usa colpevolizzare le donne che lavorano, traditrici della famiglia, noncuranti dei figli, etc. Tali accuse non sono nuove: già nell'Ottocento, l'ideologia patriarcale usava condannare le donne che trascuravano i loro «doveri di mogli e di madri» per lavorare. Ma in realtà, il lavoro femminile è sempre esistito. Allora, cosa è cambiato nella società contemporanea? Perché lavoro e famiglia sono diventati inconciliabili?