Oggi Lolò (Héloïse) è andata a casa di Lulù (Lucia), la sua amichetta italiana, ed ha giocato con lei tutto il pomeriggio.
Ecco la foto, e qui c'è il video.

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Monday, March 29 2010
By benio on Monday, March 29 2010, 21:33 - Italiano
Oggi Lolò (Héloïse) è andata a casa di Lulù (Lucia), la sua amichetta italiana, ed ha giocato con lei tutto il pomeriggio.
Ecco la foto, e qui c'è il video.

Thursday, February 18 2010
By benio on Thursday, February 18 2010, 00:02 - Italiano
Leggo nel blog Critical Animal un breve post intitolato «Posting images of dead and hurt animals», in cui l'autore esprime il suo disagio personale nel trovare foto di animali morti o feriti in molti blog dedicati alla liberazione animale. Egli osserva questa contraddizione: trattandosi di blog non finalizzati alla «propaganda» per i diritti animali, ma rivolti all'«interno» del movimento animalista, e quindi frequentati da persone che si suppone provino angoscia di fronte a tali immagini, perché pubblicarle? L'autore conclude, senza volersi addentrare in analisi teoriche, dichiarando che smetterà di seguire i suddetti blog perché questa cosa non gli piace («I don't like it»).
Mi viene subito in mente la recente azione di Igualdad Animal a Madrid, in cui sono stati «esibiti» dei cadaveri.

In questo caso, l'immagine era rivolta all'«esterno», E non era sostanzialmente diversa da quella di un bancone di macelleria. Però questa cosa mi mette a disagio. Nel resoconto c'è scritto che
L'azione è stata acclamata in tutto il mondo per (...) il suo modo rispettoso di rivendicare il rispetto che tutti gli animali meritano.
Siamo proprio sicuri che fosse rispettoso?
Quasi quasi, come Critical Animal, mi vien voglia di evitare spiegazioni e limitarmi a dire: «I don't like it».
Thursday, June 18 2009
By benio on Thursday, June 18 2009, 00:43 - Italiano
Roma, 13 giugno 2009...

- foto: Emanuela Ambrosino -
Monday, June 1 2009
By benio on Monday, June 1 2009, 13:15 - Italiano
Lyon, 16 maggio 2009...

- foto: Isabelle Ponsonnet -
Veggie Pride Lyon 2009: resoconto, foto e rassegna stampa.
Saturday, December 6 2008
By benio on Saturday, December 6 2008, 18:50 - Italiano
Sunday, November 9 2008
By benio on Sunday, November 9 2008, 23:24 - Italiano
la laicità universalista alla francese, che il mondo intero ci invidia, autorizza e valorizza tutto ciò che è bene e bandisce tutto ciò che non è bene.
Anche per chi non parla francese, gli esempi pratici tratti dalle copertine della stampa francese parleranno molto chiaro: v. «La laïcité pour les nuls», del collettivo Les mots sont importants.
Giusto per mostrare agli italiani un po' dell'ipocrisia che si nasconde dietro la strombazzata «laicità francese», e che l'erba del vicino, ahimé, non è sempre più verde....
Wednesday, October 15 2008
By benio on Wednesday, October 15 2008, 16:09 - Italiano

È in corso a Brescia (Palazzo Martinengo) la mostra «Donne al lavoro (1900-1950)». Curata dallo storico Roberto Chiarini, l'esposizione illustra l'ingresso delle donne italiane nel mondo del lavoro (salariato), in seguito alla crescente industrializzazione e soprattutto in sostituzione della manodopera maschile durante le guerre mondiali.
Vedi anche:
Sunday, October 5 2008
By benio on Sunday, October 5 2008, 14:30 - Italiano
Per farsi un'idea delle strutture economiche della nostra società e dell'immaginario che le giustifica, un extraterrestre potrebbe semplicemente sfogliare un catalogo di giocattoli per bambini.
Un bell'esempio è la brochure della « Fnac eveil et jeux », che propone decine di giocattoli ispirati al mondo della fattoria.
Alcuni sono consigliati fin dai primi mesi di vita, come le decorazioni «La fattoria» da incollare su pareti e mobili, o il libro imbottito «La fattoria», per manipolare... pardon, sviluppare l'immaginazione del bébé, insegnandogli a distinguere le caricature degli animali dai cadaveri che presto gli verranno messi nel piatto.
A un anno, grazie al colorato telefonino «Pronto, è la fattoria?», il bimbo potrà ascoltare le grida degli animali più 4 melodie; chissà se sono compresi gli strilli degli animali sgozzati, magari accompagnati dalla marcia funebre di Chopin. Oppure potrà «mettersi nei panni di un piccolo allevatore» (sic) grazie al modellino «fattoria Happyland», dotato di trattori e recinti oltre che di 6 vittime... pardon, animali «da reddito»; vogliamo scommettere che gli ideatori di questo modellino hanno dimenticato di corredarlo di un piccolo... mattatoio?

E così via.
Spesso noi vegetariani ci sentiamo dire che è ingiusto da parte nostra «imporre la nostra scelta» ai nostri figli. È buffo se si pensa a quante «scelte» (che siano bigotte o anticonformiste) vengono imposte ai bambini dai loro genitori: dall'essere battezzati («i nonni ci tengono tanto...») al non essere vaccinati («la nostra società è troooooppo medicalizzata!»).
Ma se la bimba o il bimbo un bel giorno dovessero rifiutare la cotoletta nella quale hanno riconosciuto le povere spoglie di un vitellino, i loro genitori gliela faranno mangiare a forza! Non è forse questa l'imposizione di una scelta? E non sono quei giocattoli l'imposizione... di un'impostura?
Monday, August 25 2008
By benio on Monday, August 25 2008, 16:31 - Italiano

Camille Claudel (1864-1943) è diventata l'archetipo mitico del genio maledetto femminile. Osò lavorare nella scultura, il più maschile di tutti i mezzi, far da modella e lavorare per un artista di primo piano, Auguste Rodin, prenderlo apertamente come suo amante, e rappresentare i desideri erotici delle donne. La sua famiglia e Rodin la abbandonarono, perse la ragione e la storia dell'arte si dimenticò di lei per tre quarti di secolo.
Anne Higonnet, «Le donne e le immagini», in Storia delle donne. L'Ottocento, a cura di G. Fraisse e M. Perrot, Laterza, Bari 1991.

Le immagini erotiche, qualunque fosse il mezzo figurativo, erano sempre fatte dagli uomini. Alle donne era raramente permesso di frequentare corsi di anatomia o di lavorare sul nudo nelle scuole d'arte. I costumi della borghesia ponevano un tabù rigoroso sulla rappresentazione da parte delle donne del nudo maschile e relegavano il desiderio sessuale femminile alla devianza, tabù che Camille Claudel violava in modo flagrante. Le sculture di Auguste Rodin sull'amore eterosessuale come Il bacio del 1886 furono salutate come rappresentazioni classiche di una forza vitale universale, ma l'analogo della Claudel, L'abbandono del 1888-1905, contribuì alla sua emarginazione. Se, come è stato solitamente asserito, la Claudel ha semplicemente imitato Rodin, il suo gesto avrebbe dovuto essere una semplice affermazione del fatto che le donne potessero al pari degli uomini rappresentare soggetti erotici. Ma L'abbandono è appunto sufficientemente diverso da Il bacio da suggerire un'immagine alternativa del desiderio sessuale delle donne, assolutamente eccezionale nella storia dell'arte del XIX secolo. La Claudel immaginò il desiderio non come un rapporto di forza in cui una donna si avvinghia dal basso ad un maschio dominante, ma come il reciproco desiderio di due corpi. Lui, sensualmente flessuoso, si inginocchia ardentemente di fronte a lei, che, forte e muscolosa, gli si dona. La padronanza che la Claudel aveva delle tecniche di modellatura e di scultura dava presenza fisica alla sua concezione della sessualità. Nessun altro artista, nemmeno Suzanne Valadon, un tempo modella della classe operaia, che dipinse audaci immagini del nudo femminile, infranse tante convenzioni culturali.
Anne Higonnet, «Immagini di donne», in Storia delle donne. L'Ottocento, cit.
Vedi anche:
Thursday, August 7 2008
By benio on Thursday, August 7 2008, 22:39 - Italiano

Siamo sicure che la storia abbia rilasciato il suo verdetto? La lotta delle donne contro l'oppressione del patriarcato è davvero fuori moda?
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