PoncetNouvelObs2.jpgAncora sul Rwanda: Le Nouvel Observateur pubblica un articoletto («La note qui accuse la France») in cui si conferma l'autenticità di uno dei documenti che provano il ruolo della Francia nel genocidio in Rwanda. L'articolo si limita a parlare di semplice «passività» da parte dei soldati francesi presenti sul posto che, obbedendo agli ordini del generale Poncet, non avrebbero tentato di impedire il massacro di cui erano testimoni...

Il ruolo di Mitterand e del governo Balladur fu in realtà molto più sostanziale. Secondo diverse fonti, gli aerei che rifornivano di armi le milizie Hutu provenivano dalla Francia; il pagamento delle armi stesse per 6 milioni di dollari sarebbe stato garantito dal Crédit Lyonnais alla fine del 1992. Quanto alle truppe francesi presenti in Rwanda allo scopo ufficiale di effettuare il rientro i cittadini europei (l'operazione «Amaryllis»), non solo abbandonarono i Tutsi alla loro sorte, ma accolsero ed evacuarono i rappresentanti più insigni del governo Hutu, che avevano pianificato e dato il via al genocidio. Il 27 aprile 1994, mentre la strage era in corso, una delegazione del governo Hutu fu ricevuta all'Eliseo. E intanto, al Consiglio Generale delle Nazioni Unite, il rappresentante francese si opponeva al riconoscimento della qualifica di «genocidio» al massacro: il che, come è noto, ritardò l'intervento dell'ONU...

Vedi anche:

  • il libro Un génocide sans importance. La France et le Vatican au Rwanda, di Jean-Paul Gouteux, scaricabile gratuitamente sul sito delle edizioni Tahin Party.