Ogni anno, in occasione dell'anniversario del genocidio, La Nuit rwandaise si propone di fare un bilancio delle conoscenze e del dibattito sulla partecipazione dell'esercito francese, sotto la direzione di François Mitterand e della cellula africana dell'Eliseo, alla formazione, all'equipaggiamento e addirittura al reclutamento di coloro che realizzarono quel crimine.

Da quindici anni, malgrado le prove di colpevolezza si siano accumulate, nessun uomo politico francese è stato perseguito dalla legge, e i negazionisti continuano a diffondere le dichiarazioni più menzognere. «I revisionisti del genocidio dei Tutsi se ne vanno in giro tranquillamente (...) organizzano conferenze, dall'Europa al Canada, e prendono la parola, come se i nazisti avessero il diritto di spiegare la Shoah», scrive Yolande Mukagasana, scampata al genocidio, in un articolo che apre questo numero.

Inchieste, racconti, testimonianze, interviste... anche quest'anno, i 29 testi di questo numero lasciano il lettore sconvolto.

La Nuit rwandaise n°3, éditions Ibuka/Esprit frappeur, 484 pages, 10 euro.

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