Fuori il CAV dagli ospedali!
By benio on Tuesday, April 7 2009, 13:08 - Italiano - Permalink
Una madre mi ha detto una volta che considerava una gravidanza forzata come una violenza sessuale lunga nove mesi. Sono assolutamente d'accordo.
Ricevo e giro dal collettivo AlleRadici

Sabato 11 aprile dalle ore 15.00 alle 17.00: presidio davanti all'ospedale S. Anna di Como:
* In difesa dell'interruzione volontaria di gravidanza
* Per la libertà e l'autodeterminazione di ogni donna
* Contro ogni violenza e discriminazione dentro le mura degli ospedali
In un periodo in cui il diritto alla salute é fortemente minato da privatizzazioni e leggi razziali e xenofobe che ledono il diritto alla cure e alla salute di intere fasce della popolazione, prime fra tutte quelle persone considerate "clandestine", come Kadiatou, la donna ivoriana denunciata come clandestina da un medico dell’ospedale Fatebenefratelli di Napoli dove è andata a partorire, é importante non dimenticarsi di luoghi come gli ospedali e di quello che quotidianamente avviene al loro interno.
In materia di interruzione volontaria di gravidanza, le violenze, gli abusi e le irregolarità sono purtoppo all' ordine del giorno, in buona parte degli ospedali italiani, principalmente per motivi di ingerenze religiose e politiche.
Una donna che desidera interrompere una gravidanza, si trova spesso a dover affrontare un vero e proprio calvario fatto di discriminazione, impedimenti e violenze psicologiche ed anche fisiche.
Abbiamo deciso di organizzare un presidio per denunciare la situazione dell' ospedale di Como, che da anni permette l'accesso e le proteste a gruppi antiabortisti, e dare la nostra solidarietà ad ogni individuo femminile ridotto a corpo, prodotto, oggetto, riproduttrice.
-Como: No alle proteste antiabortiste all' interno dell' ospedale!
Il CAV (Centro Aiuto Alla Vita), gruppo antiabortista cattolico, da anni agisce indisturbato all' interno dell' ospedale S. Anna di Como, entrando durante gli orari delle visite di accertamento pre-ivg (interruzione volontaria di gravidanza) e inscenando vere e proprie proteste, con feti in plastica, volantini, ed insulti e urla alle donne in sala d'attesa, nell'indifferenza di infermieri e medici che dovrebbero tutelare le pazienti da violenze psicologiche vergognose.
Piu' volte persone presenti a tali proteste hanno chiesto l'intervento di infermiere al fine di allontanare queste persone, senza che pero' nessuno abbia mai fatto nulla, e davanti a donne in lacrime che vengono insultate e maledette, medici e personale dell' ospedale indifferenti non hanno mai preso provvedimenti.
La scorsa settimana pero' qualcuno ha allontanato per la prima volta queste persone, invitandole ad uscire dall' ospedale. E subito il gruppo antiabortista ha gridato allo scandalo per il loro diritto negato.
Hanno organizzato un presidio mercoledi' 8 aprile, davanti all' ospedale S. Anna (Como), in memoria delle "vittime dell' aborto" e dei "crimini contro la vita", per affermare il loro diritto, secondo loro sancito dalla legge 194, di poter:
1) entrare negli ospedali
2) potersi occupare dell'assistenza alle donne che desiderano abortire
3) poter avere uno sportello all' interno dell'ospedale
4) poter avere accesso al consultorio, se non addirittura averlo in gestione.
Si stanno inoltre muovendo per vie legali al fine di ottenere il permesso ufficiale per poter aver accesso all'ospedale.
Tutto questo è una vergogna!
Ricordiamo che a Como, non sono rari i casi di medici obiettori che abbiano illegalmente ostacolato con falsi esiti di esami ed ecografie il diritto di donne che avevano richiesto di poter abortire, cosí come le testimonianze di donne che denunciano abusi ed insulti fin dentro la sala operatoria.
Come non sono rari i casi in Italia di consultori dati in gestione ai gruppi antiabortisti, come il CAV, che non fornisce un'assistenza laica ed imparziale alle donne che chiedono aiuto, o di sportelli informativi per l'aborto sempre dati in concessione al CAV all 'interno di ospedali. Moltissime sono le donne comasche, ma non solo,che si recano in Svizzera, per poter ricevere un' assistenza laica e corretta in materia di interruzione di gravidanza, anche a costo di pagare, di fronte agli ostacoli, alle opposizioni, alle liste d'attesa lunghissime e alle violenze psicologiche e non solo che ad oggi sono purtroppo la quotidianità in Italia.
Vogliamo difendere l'autodeterminazione e la libertà di ogni donna di poter decidere se mettere o meno al mondo un figlio, vogliamo opporci alle violenze ed agli abusi che quotidianamente vengono perpetrati verso donne che decidono di interrompere una gravidanza, vogliamo che la direzione dell' ospedale prenda una posizione chiara in merito alla presenza di proteste antiabortiste ed atteggiamenti di violenza e discriminazione da parte del personale medico all' interno della struttura, al fine di tutelare tutte quelle donne che decidono di interrompere una gravidanza.
E' importante non far passare nel silenzio le violenze che queste persone ,che in questi giorni sui giornali si proclamano paladine della Vita, compiono ogni giorno indisturbate; ed è importante difendere la legge 194 da simili attacchi e menzogne.
Ma soprattutto, è importante ricordare a queste persone, che si riempiono la bocca di parole come Vita, Etica, Valori, quanti bambini-agnelli stanno in questi giorni venendo sterminati, strappati dalle proprie madri e sgozzati, nel nome della loro Etica!

... e a quella degli animali non umani / et à celle des animaux non humains:
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